Il Territorio - Inquadramento geologico -

La geologia della Calabria Meridionale è caratterizzata dalla grande diffusione di formazioni cristalline (metamorfiti e intrusioni acide), la cui messa in posto si è verificata attraverso fasi orogeniche traslative nel periodo compreso tra la fine dell'Eocene e il Miocene medio; nell'ambito del cristallino è possibile riconoscere diversi complessi, contraddistinti da analogie nella successione stratigrafica e nella storia tettonica.

Il complesso presente nell'Aspromonte è denominato Complesso Calabride e può essere a sua volta suddiviso in una serie di falde che presentano un grado di metamorfismo tanto più accentuato quanto più si procede verso la parte alta del complesso. Sono distinguibili in particolare almeno quattro falde, cosi denominate dal basso verso l'alto:

Falda di Longi: semiscisti-filladici, conglomerati, arenarie, calcari e flysch del Lias-Eocene;

Falda di Galati: filladi con intercalazioni di calcari di scogliera del Malm-Cretacico;

Falda di Castanea: filladi e scisti quarzoso feldspatici;

Falda dell'Aspromonte: Graniti, gneiss e micascisti ("Formazione Kinzigitica").

Il complesso è pervenuto nella posizione attuale durante l'oligocene, provenendo da Est e da Sud-Est. Successivamente i terreni alloctoni sono stati peneplanati per erosione e parzialmente ricoperti lungo i margini da conglomerati, arenarie e argille d’origine marina, la cui elevazione attuale (fino ad oltre i 1000 m. s.l.m.) testimonia un fenomeno di rapido innalzamento del blocco dell'Aspromonte, verificatosi in massima parte durante il pleistocene come risultato di un sollevamento isostatico della Calabria accoppiato ad un abbassamento del livello del Mar Tirreno.

Lungo il versante tirrenico per effetto degli sforzi di tensione si è formata una serie di faglie dirette SO-NE, che trovano espressione morfologica nei "gradoni" che separano altrettante fasce dell'antica spianata; lungo il versante jonico, invece, il sollevamento è stato accompagnato da un’oscillazione delle formazioni rocciose senza rilevanti rotture, per cui il versante SE dell'Aspromonte scende uniformemente verso il mare.

Le strutture attuali riflettono gli effetti sia della fase traslativa oligocenica, sia del sollevamento pleistocenico e sono caratterizzate da una serie di blandi piegamenti e da fasce di limitata entità (di tipo compressivo) relazionate con sovrascorrimenti relativi di scaglie entro la falda in movimento e da faglie distensive legate al sollevamento isostatico.

La principale direttrice tettonica nell'Aspromonte è la E-O, che corrisponde alla massima frequenza degli assi delle pieghe, della scistosità e delle faglie.

La storia geologica dell'area in esame può essere quindi così sintetizzata.

Una spessa successione di argille arenacee con intercalazioni di arenarie quarzose d’età pre-carbonifera subisce un metamorfismo di tipo regionale trasformandosi in una sequenza di gneiss, micascisti, filladi e quarziti; durante il Carbonifero e poi anche successivamente viene fittamente iniettata da filoni di pegmatite, quarzo pegmatitico e quarzo, collegati con l'intrusione di corpi granitici durante il corrugamento ercinico. Nel Terziario questa sequenza cristallina viene traslata verso O e NO a cominciare dai termini più alti e quindi meno metamorfosati.

La Falda dell'Aspromonte, composta in prevalenza di micascisti e gneiss, si sposta durante l'Oligocene, sovrapponendosi a terreni a basso grado di metamorfismo (quali le filladi), e a complessi sedimentari mesozoici. Nel Pliocene, lungo i margini della falda dell'Aspromonte, si verifica la sedimentazione di depositi clastici marini seguita da un rapido sollevamento di tutto il blocco, che ha portato questi depositi a quote che possono raggiungere i 1000 m.

La struttura attuale nella parte centrale dell'Aspromonte è in gran parte il risultato della fase traslativa oligocenica, con minori modifiche dovute al sollevamento epirogenico pleistocenico ed alla sismicità attuale. La coltre sedimentaria risulta pertanto ridotta a brandelli sia dagli eventi tettonici sia dall'azione erosiva conseguente ai rapidi sollevamenti peraltro tuttora in atto.