Il piano di sviluppo socioeconomico

Il Piano di Sviluppo socioeconomico della Comunità Montana è uno strumento di programmazione territoriale che ha il compito di svolgere due funzioni essenziali:

  • fare emergere la "realtà" locale attraverso un quadro di lettura puntuale e preciso;
  • indicare la rotta più idonea e breve per il raggiungimento di obiettivi prioritari di sviluppo e di effettivo progresso civile e sociale.

Dopo l'entrata in vigore della Legge Regionale 4/99 "Ordinamento delle Comunità Montane e disposizioni a favore della montagna" questo strumento viene considerato concorsuale alla definizione della programmazione territoriale provinciale e regionale.

Il Piano assume oggi un carattere nuovo e più propositivo nei riguardi di enti a valenza territoriale più ampia come la Provincia, la Regione e l'Ente Parco, puntando al metodo di programmazione "aperta" e "negoziata".

Altro elemento di novità riguarda la modifica del limite temporale: infatti l'articolo 24 della nuova Legge Regionale 4/99 cambia in tre anni la durata del Piano rispetto ai cinque fissati dalla precedente legislazione, legandoli alle esigenze prioritarie dell'area cui fanno riferimento, con la conseguente opportunità nel breve termine di modificare alcuni presupposti, di rivedere la politica degli indirizzi, di rimodulare gli interventi seguendo le indicazioni che scturiscono da una opportuna azione di monitoraggio.