Iniziative - Il commercio -Si ritiene interessante sottolineare alcuni dati emergenti: - la progressiva riduzione sia di addetti (- 24,3%) che di unità locali (-21,5%); - la concentrazione di attività commerciali nei Comuni di Melito P.S. e Condofuri, che al 1996 comprendono oltre il 65% del totale di UU.LL.; - l'alta percentuale di addetti presente in Melito P.S. (oltre il 53% degli addetti complessivi), pur essendosi registrato in tale Comune un decremento di 130 unità nel periodo considerato. Appare opportuno altresì richiamare alcuni elementi strutturali negativi, peraltro caratterizzanti il settore anche in ambito provinciale: superficie media estremamente bassa dei punti vendita, carente professionalità di molti operatori, eccessiva polverizzazione di alcuni comparti, arretratezza tipologica degli esercizi. Nel territorio della C.M., inoltre, in assenza di un'operante pianificazione urbanistica (Piani di sviluppo ed adeguamento della rete distributiva commerciale), le scelte localizzative degli spazi da destinare alle attività commerciali sono state lasciate alla "sensibilità" degli operatori, col risultato che spesso hanno prevalso motivazioni particolari rispetto agli interessi collettivi, che molte attività si svolgono in ambienti non qualificati, che vi sono diffuse situazioni di squilibrio. A ciò è da aggiungere che l'intero settore ha rappresentato e rappresenta tuttora vera e propria "area parcheggio" per giovani in cerca di un'occupazione, segnata però da contraddizioni e tensioni del mercato del lavoro di difficile risoluzione immediata (sfruttamento salariale, lavoro informale, ecc.). Limiti oggettivi all'evoluzione in positivo del settore sono posti anche dalla predominante presenza di ditte individuali e da una contrazione della domanda locale dovuta ai già segnalati fenomeni di spopolamento. Mancano nell'ambito comunitario zone dedicate alle strutture commerciali e le poche strutture pubbliche esistenti - a Melito P.S. e Condofuri Marina - costruite specificatamente quali sedi di mercato generale, risultano inutilizzate o adibite ad altri usi. Per contrastare la costante perdita di efficienza del settore occorrerà, in primo luogo, superare la visione settoriale della problematica commerciale, considerata come slegata rispetto al sistema della produzione ed indipendente rispetto alla necessità anche di razionalizzazione ed adeguare le infrastrutture viarie ed i servizi pubblici. Iniziative adeguate dovranno essere assunte per qualificare professionalmente gli operatori e per promuovere e diffondere l'associazionismo e la cooperazione nei modi e nelle forme che consentano reali aumenti dell'efficienza e della redditività. Obiettivo strategico sarà quello di contenere l'offerta dei beni entro limiti compatibili con il livello della domanda, detraendo per il comparto alimentare le considerevoli quote di mercato coperte da autoconsumo (notevole soprattutto nei piccoli centri comunitari dell'entroterra). Da non sottovalutare comunque i nuovi sbocchi di mercato che derivano dall'introduzione di sistemi innovativi nelle reti di vendita e distribuzione (e-commerce e e-business). Un ruolo estremamente importante all'interno della riorganizzazione dell'intero settore può essere in ogni caso assegnato al commercio ambulante che, di antica tradizione nella C.M., dovrebbe principalmente interessare quei mercati caratterizzati da una domanda potenziale che non giustifica la presenza di alcuni comparti merceologici in negozi e strutture stabili. Se visto in un'ottica di complementarietà ed integrazione (e non di concorrenzialità) al commercio a posto fisso, è indubbia la validità di funzioni che tale forma di vendita potrebbe assumere: funzioni a carattere sostitutivo per gli insediamenti periferici e per i nuclei rurali non dotati di strutture commerciali fisse; a carattere integrativo della dotazione ordinaria per i centri costieri interessati da presenze turistiche stagionali; a carattere promozionale, infine, per la diffusione delle produzioni tipiche dell'area con particolare riguardo a quelle agro- alimentari e dell'artigianato. Fiere e mercati all'aperto già si svolgono periodicamente nei centri principali e nelle frazioni della C.M., ma vi sono problemi di coordinamento tra le varie iniziative ed anche di scelta delle aree congeniali e della relativa infrastrutturazione. L'esigenza prioritaria è di evitare gli attuali fenomeni di degrado, qualificando l'immagine delle attrezzature di vendita, garantendo condizioni ottimali dal punto di vista igienico-sanitario, dotando gli spazi appositamente destinati dei necessari servizi complementari (contenitori portarifiuti, allacci rete elettrica, parcheggi riservati, ecc.). Indispensabile corollario a tutti gli indirizzi sopra esposti sarà, infine, l'offerta di servizi reali alle imprese, quali l'attività di consulenza ed orientamento per l'accesso alle agevolazioni creditizie ed ai finanziamenti previsti dalla normativa nazionale e regionale. |

