Iniziative - Il turismo -Come per il resto della Regione, anche nell'ambito comunitario è soprattutto nei centri costieri che si concentra l'affluenza turistica. Palizzi Marina, Condofuri Marina, Marina di S. Lorenzo e Melito P.S. sono, nel territorio in esame, sedi di strutture ricettive, che risultano tuttavia fortemente deficitarie se raffrontate numericamente e qualitativamente con quelle presenti in altre zone costiere, turisticamente più evolute, anche della stessa Regione. Gli unici tre esercizi alberghieri della C.M., ubicati a Melito P.S., sono di categoria medio-bassa e danno luogo ad una dotazione complessiva di appena 50 posti letto; i pochi campeggi localizzati lungo la fascia litoranea, insistono talvolta su superfici ridotte e spesso sono privi di alcuni importanti servizi complementari. Secondo dati ufficiali, negli esercizi alberghieri ed extralberghieri della C.M. si superano appena le 55.000 presenze annuali ed i 3.500 arrivi complessivi, non raggiungendo rispettivamente il 10% ed il 4% dei movimenti a livello provinciale. Eppure, in questo settore e per questo territorio, notevoli sono le potenzialità per una politica di sviluppo finalizzata ad un allargamento della domanda turistica sia in termini temporali che di soggetti fruitori. L'«itinerario grecanico», collegamento anulare che da Condofuri Marina passa per Amendolea, Gallicianò di Condofuri, S. Lorenzo, Roccaforte del Greco, Chorio di Roccaforte, Roghudi, Chorio di Roghudi, Bova fino a Bova Marina, è uno dei più suggestivi della regione, anche se uno dei meno valorizzati. Basti pensare al pessimo stato della viabilità, disarmante anche per il più volenteroso dei turisti. Non appare senza dubbio un'esagerazione parlare di suggestività di questi luoghi e di notevoli potenzialità del settore, se si considerano le eccezionali risorse naturalistiche ed ambientali presenti nella C.M.. Un habitat ancora sostanzialmente incontaminato, la fauna di grande interesse scientifico, i paesaggi di estrema bellezza, i complessi geo-botanici di altissimo valore naturalistico, fanno del territorio montano calabrese un "unicum" nello scenario italiano che trova nella zona aspromontana della C.M. una sintesi delle varie componenti di rara intensità. Da non sottovalutare, inoltre, la particolare suggestività di alcune manifestazioni folcloristiche che potrebbero costituire altrettante occasioni di richiamo turistico, cosi come le opportunità legate ai periodi di ritorno vacanziero ai luoghi di origine dei residenti all'estero. E' evidente che un'utilizzazione a fini produttivi di tutte le potenzialità turistiche individuate presuppone l'attuazione di idonee politiche di intervento, le cui direttive nascono innanzitutto da considerazioni di carattere generale. Dalla comprensione, cioè, dei delicati meccanismi che regolano il settore, da considerare come mercato di scambio in cui domanda ed offerta si presentano come un insieme congiunto di beni e servizi. Valutando attentamente ciò di cui il turista ha bisogno e richiede nel soggiornare in un luogo o nel compiere un viaggio, si comprenderà come egli non sia solo interessato a godere del panorama, della spiaggia, del clima, della natura, dei monumenti, del folklore, ma richieda anche tutta una serie di prestazioni e strutture quali alloggi, ristoro, trasporti, divertimento, guide turistiche, infrastrutture, ecc., che hanno legami e dipendenze con tutti i settori economici (dall'agricoltura all'artigianato ed al terziario) e che vengono consumati in momenti successivi e differenti. Considerata la scarsità ed il basso livello qualitativo che attualmente caratterizzano i servizi presenti nella C.M., è innegabile quindi che potranno essere ottenuti positivi risultati solo operando in funzione di una politica di potenziamento e riqualificazione strutturale e di miglioramento delle complessive condizioni di vivibilità. Nuove opere di urbanizzazione primaria e nuove attrezzature collettive appaiono necessari per lo sviluppo turistico, ma si tratta di innescare processi di pianificazione attenti alla rapidità di alcune trasformazioni in atto, capaci di "governare" le attività degli operatori pubblici e privati, di contemperare le esigenze individuali con quelle della collettività, di valutare gli effetti indotti da ogni singolo intervento, di indirizzare opportunamente le disponibilità finanziarie. Si tratta soprattutto di eliminare quei disservizi che si ripercuotono negativamente sull'offerta turistica. La pulizia costante ed accurata dei centri e delle spiagge, l'erogazione costante dei servizi primari, il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la disciplina dei prezzi nel settore del commercio alimentare e della ristorazione, il regolare funzionamento degli impianti di depurazione delle acque reflue, rappresentano alcuni dei presupposti indispensabili per qualsiasi strategia di miglioramento della ricettività turistica. Ribaltare poi una distorta concezione culturale basata su una logica di appropriazione del territorio sul quale esportare distruttive tipologie di vita e di consumo, pone chiaramente problemi di non facile soluzione. Quello della conservazione dei valori paesaggistici ed ambientali, ad esempio, presenta aspetti talvolta drammatici, per una capacità di autocontrollo inesistente e per l'arretratezza delle strutture amministrative locali, incapaci di regolamentare ed esprimere un "pensiero naturalistico progettuale". Se da una parte occorre rilevare che senza l'afflusso turistico costiero alcune attività, soprattutto di tipo commerciale, sarebbero già entrate in crisi da tempo, è altrettanto importante evidenziare che perseguendo in futuro gli attuali modelli di sviluppo turistico (la cosidetta "mal-litoralizzazione") si rischierà il collasso del settore e si contribuirà anche ad aggravare la situazione di conflittualità tra aree interne e zone costiere. I problemi vanno quindi affrontati con criteri nuovi, in una visione più organica possibile che leghi il turismo e le problematiche ambientali con le altri componenti economico-produttive e che tenda ad utilizzare la diversità di luoghi e condizioni in un'ottica di complementarietà. Occorre peraltro osservare che gran parte della C.M. ricade entro i confini del Parco Nazionale dell'Aspromonte e che quindi il relativo territorio è soggetto alle più alte forme di tutela . Se nelle aree costiere pianificazione e politiche d'intervento dovranno avere essenzialmente una funzione riorganizzatrice e riordinatrice del complessivo scenario litoraneo, puntando alla eliminazione di tutte le condizioni di degrado e - compatibilmente con la conservazione ed il miglioramento delle caratteristiche ambientali - all'incentivazione di un uso ricreativo a carattere balneare e fondato sugli sport marini, diversa logica e graduazione di interventi sarà perciò da ricercare laddove paesaggi e gruppi di popolazione conservano tuttora le loro preziosi doti di integrità ed unicità. Non vi è dubbio che le aree interne si prestino ad essere il supporto di attività del tempo libero di tipo essenzialmente escursionistico. E' un'offerta che si dirige ad un gruppo che si caratterizza in senso culturale più che definirsi in rapporto ad un ceto di appartenenza. Il potenziale fruitore di tale offerta è, infatti, colui che è interessato alla natura nelle sue manifestazioni da cogliere e vivere all'aperto, che apprezza il contatto con la natura e lo cerca là dove essa è più intatta. Esperienze da combinare con il conforto di semplici sistemazioni per stare, di un contatto con i luoghi attraverso le persone che vi abitano, quasi in una cooperazione e ospitalità familiare, da arricchire con la scoperta di vecchi mestieri, di antiche lavorazioni e con l'interesse per la storia delle culture che hanno compiuto il loro ciclo nel territorio. E' un modello di fruizione che si realizza muovendosi a piedi o a dorso di cavallo o su percorsi più lunghi con mezzi adatti ad andare fuori strada. Il potenziale gruppo di utenti si arricchisce se, entro ragionevoli distanze, ha modo di organizzarsi una giornata diversa, al mare, col conforto differente di una maggiore mondanità, quando il bisogno di incontro prende altre forme. L'assumere come valido un profilo d'utenza di questo tipo, attribuisce un valore fondante e prioritario alle ipotesi di sviluppo turistico dell'area collinare, basate sull'organizzazione dell' "itinerario grecanico" che, a nostro avviso, oltre a svolgere il ruolo di elemento di collegamento tra tutti i centri caratterizzati dalla presenza di una comunità che conserva importanti peculiarità culturali, dovrebbe diventare, soprattutto - ed è questo l'aspetto innovativo - elemento di contatto con una rete di percorsi attrezzati, pensati come strutture "specializzate" con diversi gradi di difficoltà e possibilità d'uso da parte di categorie d'utenza diversificata (appassionati di trekking, di sport equestri, di mountain bike, ecc.). Per consentire lo svolgimento di queste attività esplorative e del tempo libero saranno comunque necessari interventi di miglioramento delle rete viaria esistente da progettare e realizzare con una maggiore attenzione verso gli aspetti collegati al tema dell'impatto e dei riflessi sull'ambiente anche per quelle azioni che interessano la piccola scala, poiché solo questa cura preventiva garantirà e conserverà carica attrattiva a questi luoghi nei confronti dell'interlocutore privilegiato proposto: un fruitore attento ai problemi della natura, alla sua salvaguardia ed alla valorizzazione del "genius loci" inteso nella più ampia accezione del termine. Pianificare una rete di percorsi non significa tuttavia necessariamente pensare dei nuovi collegamenti con punti e parti del territorio. Essa può bensì rappresentare un'occasione per recuperare degli elementi che assumono un importante valore culturale, se indirizzata verso la valorizzazione degli antichi sentieri utilizzati per svolgere quelle attività agro- pastorali che da sempre hanno rivestito un ruolo primario nell'economia dell'area. Il progetto dei "rami" che dovranno collegare i punti nodali di una nuova scena territoriale dovrà comunque non solo confrontarsi con l'ipotesi di recupero dei tracciati preesistenti, ma dovrà investire elementi storico-architettonici in gran parte già identificati, catalogati e rappresentati negli elaborati di Piano e che vanno considerati importanti "risorse" da valorizzare. Disegno di itinerari tra rovine e ruderi con il quale si recupera insieme all'accessibilità un valore di architettura con lo svolgimento delle pavimentazioni, parchi di protezione aperti anche per la sosta ed il ristoro dei visitatori, possono rivitalizzare luoghi abbandonati. Meritano di essere conservati e riattrezzati frantoi ed impianti di lavorazioni agricole e pre-industriali, musei loro stessi, ma anche possibili punti per la commercializzazione di prodotti tipici gastronomici o di altri piccoli beni riconducibili a tradizioni e costumi locali. Così come occorre recuperare altri elementi "minori" (fontane ed abbeveratoi, ad esempio) che oltre ad essere testimonianza della storia dei luoghi, possono costituire "servizi" da innestare lungo la rete di percorsi attrezzati. L'insieme di queste opere, oltre a rispondere alle esigenze specifiche che ne hanno promosso la realizzazione, costituirà una nuove rete di punti di riferimento su questo territorio che si vuole trasformare in un imponente open air museum". Il vero intervento consisterà in una trasformazione diffusa e sapiente che valorizzi l'insieme nella sua struttura costitutiva. Non vi è una metodologia da scoprire, ma da applicare, sapendo che il risultato che si vuole ottenere è quello di mantenere l'autenticità di base, ingentilendo l'ambiente cosi come è avvenuto in centinaia di luoghi in un'Italia che già all'inizio del secolo scorso offriva in Liguria, in Toscana, in Campania, nelle isole minori, la scoperta - già allora come alternativa ai grandi centri - dell'abitare spontaneo con la sua ricchezza architettonica e con il fascino di un più immediato contatto con la natura. Altrove lunghe tradizioni di ospitalità hanno creato, in più generazioni, le attitudini a gestire un tipo di turismo "sostenibile" che ha reso prospere molte località italiane, bilanciando altre risorse in decremento, creando famiglia per famiglia forme di entrate spesso integrative ai redditi provenienti da attività diverse. L'agriturismo potrebbe offrire la possibilità di soggiornare per periodi più o meno lunghi partecipando alla vita ed alle attività rurali. Questa ipotesi di soggiorno, che trasforma l'agricoltore in operatore turistico ed il turista in curioso esploratore della vita agreste, è altrettanto attendibile di quella più ovvia che prevede l'innesco di un flusso pendolare mare-monti, soprattutto se si riuscirà a creare quelle forme cooperativistiche che consentono di superare alcune condizioni strutturali negative (polverizzazione delle proprietà agricole, inadeguata organizzazione aziendale, ecc.). Masserie, ville padronali ed altri complessi rurali abbandonati rappresentano in questo territorio luoghi d'intervento privilegiato per la creazione di opportunità di soggiorno e per la realizzazione di attrezzature di servizio. Ma anche in questo caso, ancora una volta, occorre sottolineare l'importanza di un'attenta regia che verifichi tutti gli effetti indotti ed in particolare le modificazioni introdotte nelle componenti naturali del territorio interessato. L'agriturismo e, recentemente, anche il "bed & breakfast" sono attività già esplorate nell'ambito comunitario e stanno registrando crescente successo proprio per quei contenuti "ecologici" che altre forme di vacanza e ricreazione non contemplano. Nello sviluppare queste note si è preferito porre rilievo a particolari elementi che chiariscano i problemi del settore in questo comprensorio, le relative potenzialità e quali si ritiene debbano essere gli indirizzi progettuali da seguire. Considerati i benefici indotti da una crescita dei movimenti turistici, sia di incremento occupazionale e dei redditi che sulla complessiva evoluzione sociale, si è quindi ritenuto indispensabile assegnare al turismo un ruolo determinante nella complessiva strategia di sviluppo socio-economico della C.M.. In questa logica, nel P.S.S.E., sono stati individuati una serie di "progetti operativi" le cui finalità fanno coincidere più obiettivi tra loro: rendere possibile ed assistito il soggiorno turistico con conseguenti benefici economici diffusi, migliorare la qualità della vita per i residenti, instaurare attività di servizio dalle quali nascono occasioni di lavoro, valorizzare beni e tradizioni locali, conservare le risorse paesaggistico-ambientali. Si potranno ottenere in breve tempo risultati del genere? Va detto che vi sono elementi di vera e propria rivoluzione culturale da realizzare ed idee infondate da rimuovere: il turismo non fornisce entrate che si costituiscano come rendita di posizione, ma è lavoro ed iniziativa. E' anche ricerca di un'adeguata politica di immagine e comunicazione per un'efficace intervento di marketing dell'offerta ed è soprattutto professionalità ed attenzione ai problemi gestionali . Un processo accelerato di acculturazione in questo senso si può ottenere, è possibile, con corsi di formazione, ma anche con iniziative-pilota, accuratamente selezionate e sostenute. |

